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Viaggia con noi negli anni passati ed esplora il Festival dell'Alta Costiera Amalfitana
L’edizione 2014 del Festival Agerola Sui Sentieri degli Dei ha rappresentato un momento di intensa commozione e grande valore civile, inaugurandosi con la giornata celebrativa dedicata al bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri e al ricordo del Brigadiere Calogero Fortunato, deceduto eroicamente nel 1963 mentre tentava di salvare alcuni concittadini durante un incendio. Un gesto che ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva di Agerola e che il Festival ha voluto onorare con la partecipazione della Fanfara del 10° Battaglione Carabinieri e la scopertura di una lapide commemorativa, tra musica, cerimonia e riflessione.
Ma la rassegna è poi proseguita con tutta la forza e la bellezza di un programma artistico di altissimo livello, confermando Agerola come luogo privilegiato di contaminazione tra culture, generi e linguaggi. In un viaggio tra musica, teatro, poesia, comicità, memoria e identità, sono stati tantissimi gli artisti che hanno calcato i palchi sparsi tra le frazioni, le piazze, il Parco della Colonia Montana e l’elegante cornice di Palazzo Acampora.
Luis Bacalov, straordinario pianista e compositore premio Oscar, ha incantato il pubblico insieme al figlio Daniel, in un dialogo musicale che ha unito generazioni e culture. Il grande Roberto Vecchioni, in un incontro intimo tra “note e poesia”, ha ripercorso i suoi successi storici, regalando al pubblico un ritratto sincero e profondo del suo percorso umano e artistico. Stelvio Cipriani, per il secondo anno consecutivo ad Agerola, ha proposto una serata dedicata alle sue celebri colonne sonore, tra cui quella immortale de L’Anonimo veneziano, accompagnando il pubblico in un viaggio nella memoria del cinema.
Vincenzo Salemme ha portato in scena Sogni e bisogni, una commedia brillante intrisa della sua inconfondibile ironia partenopea, mentre Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini hanno emozionato con Mare, amore e De Pretore, raffinato mosaico teatrale ispirato ai grandi autori della letteratura italiana ed europea. A chiudere idealmente questa triade d’eccellenza è stata Anna Bonaiuto, voce profonda e intensa del nostro teatro, che nel monologo Le Belle Joyeuse ha dato corpo e anima a una figura femminile potente e sfaccettata: Cristina Trivulzio di Belgioioso.
Tra i momenti più coinvolgenti della rassegna anche l’arrivo ad Agerola di Nino D’Angelo, che ha fatto vibrare le piazze con i suoi successi degli anni Ottanta e con le ballate più mature della sua evoluzione artistica. Il Festival ha inoltre celebrato il progressive rock italiano con l’energia degli Osanna, ospiti dell’Agerola World Music, insieme a Alan Sorrenti e al mitico David Jackson dei Van der Graaf Generator.
Sul fronte del teatro, Agerola ha ospitato spettacoli di grande impegno sociale e profonda attualità. In Una cena armena, Danilo Nigrelli ha dato voce a una cultura ferita e dimenticata, mentre El Panadero, diretto da Ettore Nigro, ha raccontato la lotta quotidiana attraverso il mestiere del fornaio. Emozionante anche la performance di Giovanna Marini, premiata alla carriera, che in Cantata di ogni giorno ha intessuto storie popolari e racconti civili con la sua voce carica di memoria e resistenza.
Il Festival ha saputo anche divertire e far sorridere. Rosalia Porcaro ha portato in scena la sua esilarante galleria di personaggi femminili in Io e le donne, Simone Schettino ha giocato con gli stereotipi in Se permettete vorrei andare oltre, mentre Biagio Izzo, nel suo spettacolo Esseoesse, ha fatto ridere il pubblico interpretando un turista smarrito nel deserto del Sahara. Ampio spazio è stato riservato anche alla nuova scena comica televisiva, con artisti come Mariano Bruno, Lello Musella, Peppe Sannino, Lino D’Angiò, Jury Monaco, Gianni Simioli, direttamente da Made in Sud e Colorado.
Non sono mancati i momenti di grande intensità emotiva. In Ti seguirò oltre mille colline, Claudia Campagnola e Mariella Fenoglio hanno portato sul palco la storia di Jeanne, adolescente tutsi durante il genocidio ruandese. Lo stesso impegno è emerso in La condanna, interpretato da Ernesto Mahieux, incentrato sulla violenza domestica, e in Malammore di Ilaria Cecere e Annamaria Palomba, dedicato al dramma silenzioso della camorra sulle donne.
Un concerto straordinario è stato One Love, che ha visto esibirsi la pianista Sue Song in un’esclusiva performance con Danilo Rea, artista di livello internazionale. La rassegna ha inoltre dato spazio alle eccellenze musicali locali e alle tradizioni popolari, con concerti di folk, jazz, tammurriate e canzoni classiche napoletane.
Sul piano simbolico e culturale, l’edizione 2014 ha rivitalizzato due luoghi emblematici di Agerola: il Parco della Colonia Montana, con i suoi rilievi firmati da Eros Pellini, in fase di rifunzionalizzazione come polo di formazione legato alle tipicità locali; e Palazzo Acampora, dimora storica e culla d’ispirazione per compositori e intellettuali del calibro di Francesco Cilea, Salvatore Di Giacomo, Roberto Bracco, Benedetto Croce ed Enrico De Nicola.
Proprio nel solco di questa grande tradizione culturale, il Festival ha conferito i Premi Di Giacomo, Cilea e Bracco a tre straordinari artisti ospiti dell’edizione: Roberto Vecchioni, Vincenzo Salemme e Luis Bacalov, riconoscendo in loro l’eredità viva di una cultura che continua a camminare lungo i Sentieri degli Dei.
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